Un regalo per farmi stare bene: il corso di cucina

All’inizio di quest’anno mi sono messa in testa di fare qualcosa di differente.

Così mi sono messa a spulciare su internet qualcosa di interessante e completo per le mie esigenze.

In verità non è semplice perché ho sempre voglia di scoprire cose nuove.

Spesso quando è un pochino di tempo che non fai qualcosa hai timore di rimetterti in gioco e il divano con un buon libro sono una vera e propria calamita.

Come corsi, in giro, ce ne sono di qualsiasi genere: dal lavoro a maglia, al corso per divenire il nuovo IronMan con gare di nuoto-corsa-bici.

Alla fine uno dei miei piaceri maggiori ha vinto: la cucina.

Ho scelto questo corso grazie a delle recensioni lasciate da una ragazza che si era appena trasferita a Monteveglio e aveva deciso di frequentare questo corso per ambientarsi.

Il corso di cucina base della Wellness Gourmet è iniziato a metà aprile e finito quasi a fine maggio. Durante il corso lo chef Andrea Tibaldi ha cercato di spiegarci l’importanza della qualità degli ingredienti come l’olio, burro, pasta e molti altri, e del loro utilizzo allo scopo di aver una dieta equilibrata.

Dalla sfilettatura del pesce, alla preparazione di brasati, sino ad arrivare al condimento più utilizzato in Emilia: il ragù; il corso è letteralmente volato.

Durante questo corso ho conosciuto persone veramente speciali che amano la cucina, per vari motivi, e che, a modo loro, si sono messi in gioco e hanno creato una “classe”, impegnativa per lo chef, ma spassosa e divertente per noi.

Ogni venerdì era ricco di piatti nuovi da imparare accompagnati da vini veramente speciali, una bottiglia differente per ciascun piatto con relativa spiegazione della scelta. Nella classe ho stretto amicizia con due simpatici signori di Mirandola, loro dicevano che dovevano imparare a cucinare in quanto erano appena andati in pensione e dovevano aiutare le loro mogli. Ci hanno deliziato con salami nostrani, aceto balsamico fatto in casa e mi hanno fatto conoscere il Barbera frizzante.

Oltre a Lauro e Daniele di Mirandola ho conosciuto Manuel, Daniela e Martina.

Come mio solito, ho fatto alcune domande anche ai mie compagni di cene del corso.

Manuel mi ha raccontato che la sua passione è nata probabilmente da piccolo e stava in cucina tutto il giorno ad aiutare sua nonna a preparare da mangiare per i suoi famigliari.

Anche Daniela, entrando in confidenza, mi ha raccontato che sin da piccola, osservando le nonne cucinare con esperienza e abilità, ha coltivato la sua passione per la cucina, accompagnandola con le puntate quotidiane della “Prova del Cuoco”.

Manuel ha deciso di far un corso di cucina principalmente perché aveva voglia di mettersi alla prova e di imparare qualche nuova ricetta, così da poter variare un po’ le solite preparazioni che cucina tutte le settimane.

Mentre a Daniela il corso lo ha regalato il suo compagno per il suo compleanno affinché potesse imparare cose nuove e approfondire quelle già conosciute.

La preparazione che ha colpito di più Manuel è stata l’uovo in camicia su crema di zafferano e punte di asparago.

La risposta di Daniela forse la conoscevo già per l’entusiasmo che ha dimostrato quando la preparavamo in classe: polpo e pulled pork!

Entrambi hanno utilizzato i loro familiari come “cavie” per ripetere quasi tutte le ricette conosciute in classe e Manuel sostiene che “loro sono e saranno sempre i miei migliori critici”.

A fine corso è stata organizzata una cena, dove potevamo cucinare noi le prelibatezze imparate in questo mese invitando alcuni amici per usarli come “cavie”.

Sabato 9 giugno presso l’agriturismo Castellaccio di Calcara, ci siamo ritrovati e abbiamo cercato di cucinare per circa 50 persone.

 

Cena corso di Cucina
Cena corso di Cucina

Oltre al mio corso c’erano i partecipanti di tutti i corsi tenuti durante l’anno (corsi di carne, vegano, sushi e pasticceria) e ho avuto modo di conoscere Renata che spero di trovare durante il prossimo corso insieme a Daniela: panificazione.

Gruppo cuochi fine cena
Gruppo cuochi fine cena

Di questa giornata mi è piaciuta moltissimo la squadra in cucina che lavorava come se ci si conoscesse da una vita senza tensione né prevaricazione o altro.

Persone realmente speciali che cucinavano per passione e divertimento.

Oggi, stanca ma felice, sono soddisfatta di essermi messa alla prova: tutto questo mi ha fatto stare molto bene.

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