Le Divine della Divina Maratona

Immagina quattro donne in vena di lettura, immaginale diverse, sia anagraficamente che caratterialmente, ma con un’unica passione in comune come la lettura, e nascerà il gruppo “Le Divine”.

Quando Marianna mi chiese di partecipare alla maratona della Divina Commedia di Levizzano ero molto titubante. Ho sempre letto ai bambini, che non hanno di certo un naso aquilino e tanto meno hanno scritto tre poemi dai quali è nata la lingua italiana, forse anche perché i bambini non ti giudicano ma al più ti fanno crescere insegnandoti a ragionare in maniera differente, e questa volta, essere alle prese con la Divina Commedia e ad un pubblico adulto, composto da persone in grado di recitare la stessa a memoria, mi metteva in soggezione.

Documentandomi sulle edizioni passate di Divina Maratona ho capito che i “cantori” erano di ogni età, ma soprattutto erano bambini delle scuole preparati dalla grande Sara Tarabusi (titolare delCastello di Carta di Vignola), così ho deciso di immergermi in questa nuova divina avventura, con l’intento di imparare qualcosa di nuovo. Assieme alle Divine Marianna, Cristina e Matilde abbiamo deciso di suddividerci il canto XXIV del Paradiso.

La prima cosa che ho fatto è stata capire cosa volesse dire il Dante con il canto XXIV del Paradiso: parafrasando ho capito che Beatrice chiedeva a San Pietro di interrogare Dante sulla sua Fede.

La seconda è stata ascoltare qualcun altro che leggeva questo canto: Albertazzi, “il grande Albertazzi” (cit. Chiedimi se sono felice di Aldo, Giovanni e Giacomo).

Al primo ascolto non notai molte differenze, poi, liberata la mente da qualsiasi pensiero, ho avuto un’illuminazione.

Come terza fase ho interpellato Ilaria Cuoci (attrice, doppiatrice nonché speaker di Radio Pico) per carpire piccoli segreti di interpretazione: lettura ad alta voce, lettura sillabata, lettura scandendo bene le vocali difficoltose e, ad ogni parola sbagliata, ricominciare da capo, procedendo con la registrazione della lettura, il riascolto e dandosi interpretazione propria.

Le mie origini bolognesi hanno reso difficoltose le parole con la S e la Z, ma alla prova con il regista mi sono procurata una cittadinanza onoraria romagnola grazie ad una O chiusa.

La maratona di Divina Commedia si è tenuta il 15 16 e 17 marzo 2019, rispettivamente Inferno, Purgatorio e Paradiso. La bellezza di questa lettura è stata la varietà di cantori, dai ragazzini delle scuole, agli insegnanti, a umili amanti della Divina Commedia entusiasti di essere parte di un grande evento.

Ad ascoltare le letture c’erano un sacco di persone tra le quali una signora, più o meno dell’età della mia mamma, che ha attirato la mia attenzione: quasi ad ogni lettura estraeva un quadernino e scriveva; per tre giorni lei ha meditato ascoltando e scrivendo impressioni e sentimenti che scaturivano durante l’ascolto dei canti.

Questa avventura mi ha insegnato che è bello mettersi in gioco, è bello fare cose nuove, è bello sentirsi vivi davanti ad un pubblico diverso dal solito, ma soprattutto, è bello voler stare bene.

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