Cambiare lavoro per cambiare vita: da dipendente a manager

Poche persone possono dichiarare di amare il proprio lavoro, ma cercare di avere un ambiente in cui si sta bene, ci permette di lavorare meglio e vivere meglio. Talvolta cambiare lavoro può essere la soluzione migliore per noi.

La seconda persona che vi voglio presentare è Paola Brandolini.

Paola Brandolini
Paola Brandolini mentre pratica Fitwalking

Laureata in filosofia, è stata dirigente nazionale e locale di una associazione femminile che si occupa di diritti civili e continua tutt’ora a praticare attivismo di base in questo ambito.
Innamorata da sempre del ciclismo, negli ultimi tempi si sta dedicando al fitwalking (una tecnica di cammino che esalta i movimenti rendendoli più dinamici ed intensi).

Di cosa ti occupavi fino a quando hai deciso di cambiare vita? Quando è accaduto?
Mi occupavo di responsabilità social d’impresa in una multiutility a Bologna, da circa 13 anni. Ho lasciato quel lavoro nel giugno 2014.

Cosa ti ha spinto a prendere questa decisione?
Mi sentivo “stretta”, troppo spesso annoiata, anche se il lavoro in generale mi piaceva e mi offriva con periodicità nuovi stimoli e possibilità di crescita. Ma sentivo che andare nello stesso ufficio tutti i giorni, agire le stesse pratiche, stare ad obiettivi altrui, in un contesto cui spesso le buone dinamiche relazionali erano appiattite dalle esigenze d’impresa, non faceva più per me.
E poi da tempo avevo il desiderio di percorrere la via di una attività in proprio, desiderio che non avevo mai autorizzato a presentarsi chiaramente e che non mi ero autorizzata ad ascoltare con onestà e coraggio.

Cosa ti mancava e cosa stavi cercando?
Il piacere di svegliarmi la mattina pensando con passione a ciò che andavo a fare, mi mancava il sentire davvero mio ciò in cui stavo mettendo energia e intelligenza. Cercavo qualcosa per cui sentire quella passione che ti porta alla volontà di dedicarti a qualcosa al 100%, perché la senti tua.

Come ti sei preparata al grande passo di lasciare il lavoro?
Mi sono ascoltata con onestà, ho realizzato che potevo fidarmi di me stessa. La decisione è arrivata una domenica pomeriggio in auto percorrendo l’autostrada sotto una pioggia battente. Ricordo che guardavo fuori (non guidavo io) con la fastidiosa sensazione di inquietudine che da tempo accompagnava i pomeriggi domenicali al pensiero del lunedì. E ricordo che ho detto: io non posso continuare così, in questa sensazione di spreco che sento di me stessa. E piangevo. La consapevolezza mi si è manifestata in modo inequivocabile. Ero pronta ad ascoltare. Il lavoro di analisi, di possibilità di verifica della sostenibilità della cosa è arrivato dopo. Ormai la decisione era presa. Dovevo “solo” trovare il modo di applicarla. E quello si trova sempre, se c’è una forte urgenza interiore, secondo me.

Cosa hai provato il giorno che hai rassegnato le dimissioni?
Senso di liberazione ed entusiasmo all’idea del futuro, anche se era ignoto e pure nebbioso.

Come hanno reagito amici e conoscenti al tuo licenziamento?
Amici e conoscenti hanno accolto con favore e sostegno la mia scelta. Alcuni esprimendomi il desiderio di fare altrettanto. Un po’ meno il mio vecchio padre, ma era prevedibile. Poi anche lui ha capito e ha avuto fiducia.

In cosa consiste ciò che fai oggi?
Dopo un periodo di riflessione su me stessa (che avevo previsto proprio per ascoltarmi fino in fondo), ho deciso di percorrere la strada della consulenza e formazione aziendale. Con la mia socia Debora Russi, abbiamo costruito un progetto che si chiama Formaviva, che si occupa di vari ambiti della vita organizzativa, cultura organizzativa, comunicazione, leadership, diversity management e in modo sempre più ampio di salute e benessere nei luoghi di lavoro. Sempre più importanza sta assumendo la promozione della salute sul lavoro relativa a stili di vita e gestione dello stress a 360°, relativa al benessere delle persone. E’ un ambito estremamente affascinante, che necessita studio e aggiornamento continuo e quella visione olistica della persone che è la condizione affinché al lavoro ci possano essere salute e buone performance.

Ora sono contenta, e, soprattutto, mi diverto e amo quel che faccio e come lo faccio.

Paola ha “ascoltato” se stessa ed ha cambiato lavoro concretizzando tutti i suoi sogni in una sua azienda: FORMAVIVA. Anche questa esperienza ci dimostra che se si crede in se stessi si possono concretizzare i propri sogni.

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